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LA CARITAS PARROCCHIALE

“I poveri sono preziosi agli occhi di Dio perché non parlano la lingua dell’io: non si sostengono da soli, con le proprie forze, hanno bisogno di chi li prenda per mano. Ci ricordano che il Vangelo si vive così, come mendicanti protesi verso Dio. La presenza dei poveri ci riporta al clima del Vangelo, dove sono beati i poveri in spirito (cfr Mt 5,3). Allora, anziché provare fastidio quando li sentiamo bussare alle nostre porte, possiamo accogliere il loro grido di aiuto come una chiamata a uscire dal nostro io, ad accoglierli con lo stesso sguardo di amore che Dio ha per loro. Che bello se i poveri occupassero nel nostro cuore il posto che hanno nel cuore di Dio! Stando con i poveri, servendo i poveri, impariamo i gusti di Gesù, comprendiamo che cosa resta e che cosa passa.” (Dall’omelia di papa Francesco del 17 novembre 2019)

 

La carità è la sintesi di ciò che la comunità parrocchiale celebra e ciò che la comunità parrocchiale annuncia.

Di fatto, è nell’amore verso il prossimo che il cristiano rende vivo l’incontro con il Cristo Risorto, vissuto e comunicato. Però, non bisogna confondere la carità con l’elemosina: la carità è Gesù Cristo donato, l’elemosina è uno dei modi per esprimere questo dono al prossimo. Ognuno di noi può rivestire i panni del buon samaritano e chinarsi sull’altro per guarire le ferite dell’indifferenza, della solitudine e dell’abbandono.

Il motivo principale di ogni operaio della carità è “mi sei diventato caro” (cf. 1Ts 2,8).

 

La caritas parrocchiale di Recale è parte integrante della pastorale comunitaria.

Il presidente è il parroco pro tempore che si avvale della collaborazione di alcuni membri della comunità.

Gli "operai" della carità lavorano in sinergia con il coordinamento foraniale e con la caritas diocesana.

Tutti dobbiamo sentirci responsabili gli uni degli altri, anche e soprattutto nella carità.

 

Le attività che la caritas parrocchiali promuove sono:

  • Distribuzione di generi alimentari;

  • Ritiro e distribuzione vestiario;

  • Acquisto farmaci di prima necessità;

  • Accoglienza e ascolta il 1° e il 3° Mercoledì di ogni mese dalle 10.00 alle 12.00 in parrocchia.

Per contatti rivolgersi al parroco (0823460644) o alla referente parrocchiale Lombardi Chiara (3427756327).

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DAL NUOVO DIRETTORIO PER LA CATECHESI

Catechesi e opzione per i poveri

 

L’opzione o amore preferenziale per i poveri è una forma speciale di primato nell’esercizio della carità che tocca la vita di ciascun cristiano, in quanto imitatore di Cristo. L’amore della Chiesa per i poveri e per tutti coloro che vivono situazioni di povertà appartiene alla sua costante Tradizione: «Per la Chiesa l’opzione per i poveri è una categoria teologica prima che culturale, sociologica, politica o filosofica». Infatti, questa opzione ha come fondamento l’amore di Dio per gli esuli, diseredati, abbandonati, vedove, orfani, malati, come narra continuamente la sacra Scrittura. (n. 385)

L’opzione per i poveri contiene un dinamismo missionario che implica un reciproco arricchimento: liberarli, ma anche essere liberati da loro; guarire le loro ferite, ma anche essere guariti da loro; evangelizzarli, e contemporaneamente essere evangelizzati da loro. «Essi hanno molto da insegnarci. Oltre a partecipare del sensus fidei, con le proprie sofferenze conoscono il Cristo sofferente. È necessario che tutti ci lasciamo evangelizzare da loro. La nuova evangelizzazione è un invito a riconoscere la forza salvifica delle loro esistenze e a porle al centro del cammino della Chiesa». L’incontro con Cristo, finalità di ogni percorso di fede, si realizza in modo speciale nell’incontro con i poveri, grazie alle esperienze di solidarietà e di volontariato: «Se vogliamo incontrare realmente Cristo, è necessario che ne tocchiamo il corpo in quello piagato dei poveri, come riscontro della comunione sacramentale ricevuta nell’Eucaristia». (n. 387)

La catechesi si lascia provocare dalla povertà visto che essa è intrinseca al messaggio evangelico. Poiché riconosce il suo valore e, in vista di una formazione integrale dei cristiani, saprà educare alla povertà evangelica e ad uno stile di vita sobrio. Inoltre, favorirà nei fedeli alcuni atteggiamenti basilari: rispetto per la dignità della persona, sostegno alla sua crescita, promozione della cultura della fraternità, sdegno per le situazioni di miseria e di ingiustizia. La catechesi, inoltre, ricorda che la povertà è una virtù che permette di usare correttamente i beni materiali, aiutando a vivere in modo libero e sano anche i legami e gli affetti. Si chiede, pertanto, ai catechisti che abbiano a sensibilizzare, soprattutto nella prossimità della Giornata Mondiale dei Poveri, perché la riflessione catechistica sia accompagnata da un impegno concreto e diretto con segni tangibili dell’attenzione ai poveri e agli emarginati. (n. 388)

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